Apologia del Sarrismo

02.03.2018 01:00 di luigii nappo  articolo letto 36 volte
Fonte: tuttonapoli.net
Apologia del Sarrismo

Quando si può sancire il passaggio di un pensiero in vera e propria corrente filosofica? Qual è il confine che sancisce la definitiva consacrazione di un’idea, divenuta pensiero comune di molto. Ecco, su questo si potrebbe discutere a lungo, ma andando più nello specifico alcuni dubbi si scioglieranno come la neve di questi giorni al sole. Sarrismo, ormai ne parlano tutti. Uno stile che è diventato marchio di fabbrica del tecnico del Napoli, nonostante i tentativi scadenti di imitazione. Sarrismo racchiude a pieno la pazza idea nata su un campo di periferia, che si è nutrita di rifiuti, sconfitte, amarezza. Quell’idea, piantata su un terreno di gioco brullo tanti anni fa, è stata innaffiata con una passione sconfinata ed uno studio più che maniacale, al livello dei sette anni matti e disperatissimi del Leopardi. Un concetto di calcio che si è evoluto, lasciandosi contaminare dal quel fantastico virus che si chiama esperienza. Maurizio è caduto, ha più volte convissuto con il pensiero di non riuscire ad arrivare al vertice, senza che questo facesse mai diminuire la sua passione. Fare calcio per lui è la cosa più naturale del mondo, l’unica che lo fa sentire realmente libero.

Sarrismo ed Apologia nell’accezione moderna di esaltazione di una dottrina. Dal mondo antico, però, possiamo rubare dall’Apologia di Socrate una frase che racconta tutto Sarri in poche righe: “Non voglio scappare, non bisogna mai commettere un'ingiustizia nemmeno quando la si riceve”. Di ingiustizie Sarri ne ha ricevute più di una in carriera, ma non ha mai dato le colpe ad altri di questo ritardo nella scalata al vertice. Ancora oggi, il Sarrismo viene spesso preso di mira come filosofia effimera e poco concreta. Ancora oggi, c’è gente che non ne percepisce la portata rivoluzionaria, l’effetto tsunami su un calcio italiano da troppi anni paralizzato nelle sabbie mobili del suo rifiuto all’innovazione.

Sarrismo is the way. Apologia del Sarrismo è una sorta di missione, una corrente di seguaci che non può non aumentare con il passare delle ore. Maurizio è il portavoce di un calcio che vuole divertire e vuole divertirsi, l’ancora che evita la deriva di un calcio ormai troppo fisico e schiavo del risultato e dell’obiettivi. Vincere è importante, il modo dovrebbe esserlo allo stesso modo. Per molti non è così, proprio per questo il nobile pensiero Sarrista va difeso e tutelato con tutta la forza che abbiamo. Non sappiamo come andrà in futuro, non sappiamo come finirà questa stagione. Sappiamo però che questi anni hanno creato un legame speciale tra il tecnico e la piazza, quasi simbiotico.Lui il Socrate ad ammaliare con racconti che riporteremo fedelmente sul diario dei ricordi. Troppo spesso si rischia di sottovalutare la forza di un pensiero, nel caso del Sarrismo non si può non certificarne gli effetti benefici nelle nostre giornate. Grazie Maurizio.