Milan-Napoli, è anche Gattuso vs Sarri

Amicizie, gavetta, social, look e scaramanzia li rendono simili. Gattuso lo elogia: "È tra i grandi che hanno cambiato il calcio"
15.04.2018 09:05 di Mariano Montella  articolo letto 12 volte
Fonte: CdS
Milan-Napoli, è anche Gattuso vs Sarri

Se sarà la solita storia dell’allievo che supera il maestro si saprà soltanto a metà pomeriggio, intanto è Gattuso che si pone come l’apprendista che sfida il mentore. Come riportato dal Corriere dello Sport, tra Rino e Sarri ci sono in realtà più analogie di quelle che ci si potrebbero aspettare e l’incrocio non è neppure un inedito ma un bis. L’allenatore Gattuso non si è spostato da Gallarate, comoda per raggiungere Milanello, mentre Sarri non ha mai traslocato dalla casa a due passi dal centro sportivo di Castel Volturno. Rino ha un avvocato che lo assiste nelle pratiche più consistenti, Sarri un tuttofare che lo supporta. Ma se c’è decidere, decidono da soli. Da giocatore Gattuso ha vissuto in Scozia, da bancario Sarri ha lavorato in Inghilterra: entrambi parlano un discreto inglese. Non conoscono i social, ma mezzi ancora più diretti: il dialogo faccia a faccia. Uno particolarmente fitto è con il direttore sportivo: Gattuso fa coppia con Mirabelli, con cui condivide provenienza e idee di gioco. Sarri è toscano come Giuntoli: dopo le partite escono dallo stadio con la stessa macchina. Rino ha lavorato in giro per l’Italia e per l’Europa meno nobile – Svizzera, Creta – fino alla panchina del Milan a 39 anni. La gavetta è un altro punto in comune, anche se il lavoro ha omaggiato Sarri dell’esordio in A solo a 55 anni, dopo un lunghissimo tour in provincia. È la seconda volta che si scontrano in campo. La prima in panchina fu nell’ultimo giorno dell’agosto 2013, in Palermo Empoli 1-2, campionato di Serie B. Prima ancora Rino era in campo e Sarri in panchina: andata (e ritorno) dei quarti di finale di Coppa Italia 2007, Milan avanti contro l’Arezzo. Oggi il bis: il Napoli di Sarri prolunga ed esaspera il palleggio, il Milan di Rino si mette più sulla difensiva anche se a fine partita è spesso premiato dal numero dei tentativi verso la porta avversaria.